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Next Open Innovation si interessa dei personaggi del mondo virtuale

21:16:00 Alice C. 0 Comments

Da qualche tempo Next Open Innovation un portale nuovo di Telecom Italia sta dedicando attenzione, con interviste mirate, a personaggi, da noi già conosciuti da tempo, del mondo di Second Life, o per meglio dire, che utilizzano Second Life nelle sue svariate forme.

Ultima di oggi l'intervista alla mitica Roberta Cirillo aka Loren Merlin in Second Life

Ciao Roberta. Puoi presentarti rapidamente?
Mi chiamo Roberta Cirillo, sono laureata e dottorata in Arti e Scienze dello Spettacolo (Regia) presso l’università Sapienza di Roma. Mi occupo di produzioni video (regia, montaggio ed effetti speciali) da circa 12 anni; 4 anni fa, durante il mio dottorato mi sono specializzata anche nella realizzazione di video in grafica 3D professionale con Maya; poi sono entrata in Second Life e mi si è aperto letteralmente un nuovo mondo, quello del Machinima, che io chiamo Cinema Virtuale, e sono diventata anche Machinimist.


Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?

Innovare significa andare avanti rispetto a quanto abbiamo intorno quotidianamente, ma riuscendo a “guardare oltre”: riuscire a trovare quel “QUID” che sarà in grado di cambiare, rivoluzionare in bene, e dunque far progredire in una direzione migliore la materia in cui si opera il cambiamento, che puo’ appartenere ad ogni settore: dalla Scienza all’Arte, dalla Medicina all’Archeologia, dalle telecomunicazioni alla didattica scolastica e così via.
I requisiti necessari per poter fare innovazioni oggi sono molti; volendo riassumerne 3, direi: CORAGGIO (il coraggio di fare scelte un po’ ardite se non addirittura sconvenienti poichè nessuno ancora puo’ capire il motivo per cui si lavora in tale modo, se non se ne conosce ancora l’oggetto) FORZA (la forza e la fiducia nelle proprie convinzioni, per poter andare avanti COMUNQUE, anche di fronte a chi, nello scetticismo generale nei confronti della cosa “nuova”, cerca di farti cambiare idea o dimostra di non crederti e non supportarti; la forza di far fronte alle ovvie difficoltà, pratiche, logistiche, economiche che questo comporta); COSTANZA (la costanza nell’applicarsi, approfondire, studiare sempre e comunque - anche quando si crede di essere “arrivati” - nuovi modi per poter perfezionare la materia della nostra innovazione, impegnarsi e sperimentare sempre nuove strade, senza smettere mai di “guardare oltre”).

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Ma troviamo anche Luca Spoldi aka Lukemary Slade, per chi non lo sapesse è solo il direttore di Slnn.it .


Ciao Luca. Puoi presentarti rapidamente?
Mi chiamo Luca Spoldi, sono un analista finanziario che la passione per l’innovazione tecnologica e la comunicazione ha portato ad occuparsi di comunità online e mondi virtuali.
Dopo esperienze come asset manager a Milano e Napoli, dal 2000 opero con una mia azienda,
6 In Rete Consulting, prevalentemente nel campo della fornitura di contenuti specializzati nell’ambito dell’analisi finanziaria e dell’editoria elettronica, oltre che dei mondi virtuali.


Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
Innovare vuol dire introdurre cambiamenti nella cultura, nei processi produttivi o nella comunicazione in grado di generare un progresso, di ampliare ed estendere la conoscenza.
Per poter innovare in Italia come altrove servono almeno tre ingredienti. In primis
la cultura, che deve essere aperta al nuovo a premiare chi sa affrontare le sfide e gli imprevisti, bisogna dunque saper “guardare avanti” e non restare attaccati al passato come spesso si nota nel nostro paese.
Le risorse, sia umane sia tecnologiche sia finanziarie. In tutta Italia (sono nato ad Alessandria, ho studiato e iniziato a lavorare a Milano ed ora vivo e lavoro a Napoli… e fidatevi, so di che parlo) ci sono eccellenti risorse in tutti e tre i campi, ma sono sfruttate poco e male.
La consapevolezza che riuscire a innovare con successo è impossibile e che i fallimenti sono da mettere in conto senza drammi. Da noi purtroppo il successo è spesso un gioco per pochi “amici conosciuti” e il fallimento ti marchia a vita (se non sei del “giro giusto” cui tutto sembra permesso). In questo modo l’innovazione stenta a farsi strada, inutile fingersi poi stupiti della “fuga di cervelli” all’estero.

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Pierluigi Casolari aka non me lo ricordo ma se vi dico il direttore di Koinup sapete tutti chi è no^^


iao Pierluigi. Puoi presentarti rapidamente?
Mi chiamo Pierluigi Casolari, sono CEO della startup
Koinup (fondata insieme ad Edoardo Turelli). Rivesto anche ruolo di consulente strategico per alcune new media agency e sono docente di web marketing presso l'Accademia del Lusso di Milano.

Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
Innovare è sinonimo di trasformare. Innovare dal mio punto di vista significa creare qualcosa di innovativo che abbia però anche un impatto sulla vita delle persone. Non è dunque soltanto un'attitudine, ma un qualcosa di concreto, che ha effetti tangibili.
Per innovare servono “cose” tangibili:
Informazione, Cultura, Risorse. L'informazione è fondamentale. Se avvii la tua attività con le idee chiare, le informazioni giuste, puoi guadagnare un vantaggio rispetto ai competitors, o cambiare rotta in tempo. Oltre all'informazione serve anche un “cultura dell'innovazione”. In Italia, esiste un altro tipo di culto, quello per la tradizione. Che è opposto. E poi servono le “Risorse”. Non solo venture capital. Ma anche acceleratori di imprese, networks, partners, mentors, consulenti. Per non parlare di risorse tecnologiche (macchine, servers). Il 90% delle startup italiane sono autofinanziate. La disponibilità di risorse faciliterebbe il loro percorso e consentirebbe ad alcune di entrare sul mercato.

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Ed ancora .... eheh ultimo ma non per importanza Adelchi Battista aka Adelchi Rossini, il primo regista italiano ad aver girato un film interamente in Second Life


Ciao Adelchi. Puoi presentarti rapidamente?
Mi chiamo Adelchi Battista, credo di essere un autore, ho 43 anni, scrivo per la radio, per la televisione, per il teatro. Ho l'hobby del
machinima, ovvero dei film di animazione creati con l'ausilio di mondi virtuali, videogiochi, applicativi 3D. Ho girato quello che viene considerato il primo film italiano in Second Life, che si intitola "Thetidia Connection" (trailer) nell'ormai lontanissimo 2007.


Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
A mio giudizio oggi non si innovano 'le cose', bensì l'uso che se ne fa. Quello che oggi sta accadendo nel mondo dell'editoria e delle news ne é la prova evidente. I computer sono quelli che sono, la rete è quella che è, l'infrastruttura è la stessa da un decennio ormai.
Evidentemente
si deve incominciare ad usarla per il 'verso' giusto. Chi innova, in qualsiasi campo, deve confrontarsi con ostacoli importanti, e questi ostacoli sono messi in campo sia da un sacrosanto scrupolo morale e di controllo (penso alla privacy), sia da una irrazionale paura, se non addirittura dalla solita brama umana del possesso a tutti i costi. Possesso della conoscenza, del potere, del controllo delle informazioni. Per amor di Patria dirò che i provvedimenti presi da questo governo, ma anche da quelli precedenti, non vanno esattamente in questa direzione. La questione è centrale, a mio avviso, per lo sviluppo di buona innovazione.
Questo è un tempo in cui le possibilità di sviluppo sono tali che
8 possibili innovazioni su 10 non trovano il favore popolare, o il successo immediato, o non hanno capacità di marketing, oppure hanno una vita breve perché immediatamente superate da qualcos'altro. La capacità di marketing è un requisito importante, ovvero la solida base produttiva sulla quale impostare campagne promozionali. E' una possibilità che in rete è aperta virtualmente a tutti, a patto di avere buone relazioni e di aver lavorato sodo sui social network per guadagnare giorno per giorno la cosiddetta 'web reputation'. Ma la capacità di marketing è un requisito che solo pochissimi possono vantare quando parliamo dei media tradizionali, ovvero radio, Tv e giornali. Ci sono delle agenzie specializzate, e non sono affatto gratis.
Un altro fondamentale requisito credo sia essere 'liquidi', che è un concetto che va oltre la flessibilità. Il lavoro che fa un innovatore è sempre totalmente fuori dagli schemi, inclusi gli schemi commerciali e gli schemi dei rapporti con gli altri. E' davvero un lavoro 'liquido' nel senso di Bauman, che si adatta ad ogni superficie, ne prende la forma, ne tira fuori alcuni aspetti e ne modera altri. Le categorie ipersindacalizzate sono quelle che in questo senso hanno più problemi (ad esempio i giornalisti).
Infine aggiungerei la pazienza, come requisito forse più importante. Non mi ritengo certo un innovatore, ma ho avuto alcune soddisfazioni piuttosto ritardate nel tempo. Se state facendo qualcosa di davvero innovativo quasi nessuno se ne accorgerà, non nel momento in cui lo fate almeno.

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Bravi Ragazzi ^^








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