Landscapes,

Sarima Giha, Landscapes

15:07:00 Samaya Silberman 0 Comments


Cercare disegni astratti nel paesaggio è un'attività stimolante e divertente. Allena l'occhio e il pensiero ad uno sguardo diverso sulla realtà circostante, abitua a considerare le cose da vicino, nei dettagli, oppure a cogliere equilibri di forme in ciò che ci sta di fronte, riducendolo all'essenziale.
Mi piace molto, ed è un esercizio che riesce bene in campagna e in città, figuriamoci in Second Life.

Ed è proprio quello che ha fatto Sarima Giha, per Landscapes, una suggestiva raccolta di immagini fruibili nell'allestimento curato da Velasquez Bonetto a Diabolus Artspace oppure nell'elegante catalogo che accompagna ed integra l'esposizione.

Dice Sarima: "Nel paesaggio virtuale di Second Life troviamo molti sogni degli uomini [...] ma non solo il paesaggio per chi lo guarda e lo vive è un tramite per godere del bello e del sublime. E' la consapevolezza di vedere in ciò che ci circonda una pulsazione vitale che è anche la nostra e di partecipare fino al punto di sentirci noi stessi paesaggio".

Nel catalogo le immagini appaiono in duplice veste, colore e monocromo: particolari di vegetazione che diventano geometrie, riprese inconsuete e impossibili nel mondo reale, l'avatar come parte dell'ambiente, fiore tra i fiori, gemma sui rami spogli (cfr. pagina 34, 38). Nell'allestimento di Velasquez, invece le stesse immagini mutano incessantemente, divengono luce e colore e immergono l'avatar che si inoltra attraverso di esse in bagliori e pulsazioni. Un viaggio breve ma intenso, in cui lasciarsi avvolgere dall'essenziale e riconoscere piccoli gioielli di ogni giorno, anche in un mondo che esiste solo in uno spazio digitale.





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