architettura,

Intervista a Roxelo Babenco -Fondatrice Museo del Metaverso

11:44:00 Alice C. 0 Comments





Ciao Roxelo e grazie per aver accettato questa intervista.

Raccontaci qualcosa di te, chi è l'avatar reale di Roxelo, cosa fa?

Anzitutto non faccio molta distinzione fra me e il mio avatar, sono sempre io quando entro in Second Life e lo sono quando siedo davanti al computer o vado a fare una passeggiata.
L'avatar è una estensione che mi permette di comunicare con i residenti di Second Life.
E' passata ormai la fase romantica, quando credevamo tutti che in World si potesse compiere il miracolo di costruire una esperienza utile per migliorare il mondo reale.
Per il resto, io sono una signora che nel mondo si è sempre occupata di cultura, sia sotto il profilo organizzativo che ammistrativo, essendo stata per anni Funzionario alla cultura del Comune in cui risiedo.
La famiglia occupa un posto rilevante nella mia vita, ho pochi amici, di cui i più importanti conosciuti in rete.
Inoltre offro il mio piccolo contributo a sostengno delle idee in cui credo, militando in un partito di sinistra.


Come sei arrivata in Sl e perchè?

Sono entrata in Second Life nella primavera del 2007 per curiosità; avevo letto in un sito di web marketing, - mi appassiona molto questa disciplina-, che SL era un ottimo strumento dove pubblicizzare una esperienza aziendale. A quei tempi, aiutavo mio figlio in una piccola attività online su Ebay.it, quindi entrai in Sl per sperimentare le sue potenzialità nel campo del marketing. Non mi piacque subito, anzi per circa un mese non loggai più dalla creazione dell'account, poi rientrai e mi misi alla ricerca di uno spazio per ricreare il negozio Ebay. I risultati in termini di aumento di vendite non vennero mai, credo che mai nessun residente abbia acquistato un prodotto nel negozio Ebay. Ormai quella esperienza è chiusa, anche nel web, ma mi divertì molto.

Cosa ti ha attirato di questo mondo per farti decidere di realizzarci dei progetti?

Stando dentro e iniziando a conoscere le potenzialità enormi del mezzo, mi convinsi che vi si poteva attuare con successo un progetto culturale, soprattutto dopo l'introduzione del voice.
Avevo incontrato molte persone con sensibilità affini alla mia, il che mi confermò nell'idea che
gli utenti di Second Life fossero di un livello medio alto, in fatto di estrazione culturale.
Forse fu deformazione professionale, ma mi dedicai con impegno a valutare e sondare tale possibilità.
Studiai molto Second Life, sia sui libri che in World.


Come è nata l'idea del Museo del Metaverso, cosa volevi trasferire al pubblico virtuale?

Adesso che ho tempo ti voglio raccontare una bella storia.

La prima cosa che mi fu chiara è stata la necessità di mettere in comunicazione Second Life con il Web.
Second Life è un mondo chiuso che trova in internet l'osmosi necessaria per sopravvivere.
Sai cosa feci? Misi un annuncio in diversi siti per cercare persone interessate alla realizzazione di un progetto culturale su SL.
Arrivarono due ragazzi da Anobii e da quel momento iniziò l'avventura chiamata Museo del Metaverso.
Conobbi unAcademy e iniziai a partecipare a tutti gli incontri che Giuseppe Granieri e i suoi amici organizzavano.
Quindi arrivò la conferenza di Mario Gerosa e fu per me una “folgorazione sulla via di Damasco” ;D)

Da quel momento mi fu tutto chiaro, perché compresi che Second Life era un ambiente totalmente idoneo alla creatività e come questa fosse la peculiarità da valorizzare e promuovere.
Io e i miei amici, fra i quali c'era anche MillaMilla Noel, una delle prime persone con cui familiarizzai in Second Life, ci mettemmo subito all'opera.
Un altro valido auito mi fu dato da un ragazzo che stava realizzando la sua tesi di laurea in SL e quindi, conoscendo bene l'ambiente, mi introdusse nelle esperienze più significative del World in campo artistico-culturale, come Odyssey, Locusolus, The Port, The Future e tante altre.

Il nome “Museo del Metaverso” fu scelto mediante un brain storming; appena Zer lo pronunciò mi parve subito stupendo e pensai che soltanto il nome valesse la realizzazione di quel progetto.
Allora avevamo in mente Snow Crash, Blade Runner e la letteratura del genere fantascienza postcyberpunk.
Per rispondere alla tua domanda relativa a cosa volessi trasferire al pubblico virtuale, devo essere molto sincera: non ci pensai minimamente.
Credevamo in quello che stavamo facendo, io era presissima in un percorso di conoscenza di Second Life che era quanto meno affascinante.
Ricordo quando, mentre stavo leggendo Second Life di Mario Gerosa, mi recai, seguendo le itruzioni del libro, a visitare Second Louvre per trovare le opere di Fau Ferdinand e di Starax Statoski e non riuscendo a trovarle, mi feci accompagnare da Mario stesso in questa visita che fu molto istruttiva , potendomi avvalere di una tal guida turistica.



Come porti avanti il museo, come selezioini gli espositori, da cosa ti viene l'idea nel rinnovarlo?

Il museo è molto impegnativo nella fase di organizzazione delle mostre e degli eventi, dei contatti con gli artisti e nella gestione di tutta la parte che si affaccia sul web: blog, socialnetwork, Flickr, Facebook, Twitter e via discorrendo.
Ho sempre cercato di utilizzare al meglio il Web 2.0 per comunicare il mio progetto e dargli visibilità.
Naturalmente il progetto ha un costo rilevante che sostengo totalmente da sola: il costo della sim che ho dovuto affittare per metà ad una università per riuscire a tenere in piedi il progetto, il costo di Flickr, adesso si aggiunge anche il costo del Ning, il costo del dominio e il costo
dell'affitto del server per il Museo in Opensim, che sostengo insieme a Nicola Reinerman aka Nicolas Sack, che è anche il creatore della nuova struttura e mio insostituibile amico e collaboratore.
Il primo museo fu costruito da Zer, uno dei ragazzi venuti da Anobii.

La costruzione del museo si basa su alcuni concetti precisi: la struttura deve essere modulare perchè deve evolvere a seconda delle esigenze degli artisti e delle opere, deve avere riferimenti culturali reali o letterari perché, come diceva Gerosa, c'è sempre un punto da cui si deve partire; il museo è una complessa opera concettuale, dove gli elementi che la costituiscono sono la struttura, gli artisti, le opere, i visitatori, gli eventi che vi si organizzano, le storie umane che sono passate attraverso questa esperienza, gli amici, l'officer e l'owner, tutto quanto orbita intorno ad esso.



Il museo del metaverso è una delle rare realtà italiane che si è spinta fino al reale, vuoi dirci come?

Si è lavorato per raggiungere questo obiettivo, all'inizio insieme ad arco Rosca aka Paolo Valente che ha compiuto una parte significativa di strada con noi, con uqbar.media art culture.
La prima uscita del Museo è avvenuta in occasione della mostra “Rinascimento Virtuale” , di cui tutti sapete.
Quindi MdM ha partecipato a FUTUROMA, con una installazione immersiva curata da Paolo Valente in cui si mostrava Arena call for artists, quindi ci fu OPENGARDEN nell'estate 2009 e Viareggio ART Project nel Giugno 2010.
In tutti i casi precedenti le spese sono state a totale carico degli enti o associazioni organizzatori, quali comuni o associazioni.
Allestire una mostra in un luogo fisico è molto costoso e se non interviene un finanzitore è impossibile da realizzare.
Anche soltanto allestire una stanza per collegarsi al Museo del Metaverso e mostrare le opere in World, con un grande monitor, proiettore, connessione adsl, custode e affitto locale, ha un costo rilevante.


Si è svolto a Livorno qualcosa che in concomitanza si svolge anche in Second Life, vuoi raccontarci di cosa si tratta?

La mostra Viareggio ART Project si è conclusa facendo registrare agli organizzatori Maurizio Marco Tozzi e Francesco Domenici un importante successo, anche grazie al nostro contributo.
Il VAT, una collettiva di artisti , si è svolta dal 28 Maggio al 13 Giugno 2010, presso i Musei civici di Villa Paolina Bonaparte a Viareggio, con il patrocinio del Comune. La mostra era composta di tre sezioni: pittura, scultura, culture digitali.
Al Museo del Metaverso è stata riservata una sala con un grande monitor collegato per tutta la durata della mostra a Second Life e quindi al museo.
Ci siamo avvalsi anche della tecnologia streaming, fornita da 2Lifecast al quale MdM è associato, per trasmettere in SL immagini della mostra e di alcuni eventi organizzati a Viareggio.



Rifacendomi a una frase di Bryn Oh:
"Second Life e' un nuovo movimento dell'arte. Il piu' degli artisti aspettano una vita intera nel tentativo di essere parte di un movimento di frontiera, e non ne trovano mai uno. Sono molto rari. Surrealismo, Cubismo, Impressionismo, Esistenzialismo, Realismo sociale, Art Deco, D Stijl, Novecento Italiano e molti altri sono difatto rappresentati da pochi artisti.Io chiamo cio' che faccio qui Immersiva." .
Ritieni che SL sia un nuovo movimento artistico? Come lo definiresti, racconteresti?

Dico subito che molto di quello che si costruisce in Second Life non ha nulla a che vedere con l'Arte e mi rifaccio alle considerazioni espresse da Domenico Quaranta, il quale sostiene che nella maggior parte dei casi possiamo parlare di “creatività”, poiché per definirsi arte un oggetto deve avere un pensiero che lo sostenga, una giusta motivazione culturale, oltre che suscitare emozioni.
Non basta essere bravi tecnicamente per definirsi artisti, ma io credo che occorra, nella maggior parte dei casi studiare la Storia dell'Arte e gli artisti che hanno contribuito a crearla, anche quella contemporanea. Insomma il possesso di un background culturale, a mio modesto parere, è necessario. L'improvisazione, a meno che non ci sia genio, non è consentita.



Non pensi si stia sminuendo l'arte in generale definendo molto di quello che si crea in Second Life "arte"?

Noi usiamo la parola “Arte” in maniera estensiva, volendo anche significare creatività. Quante persone incontriamo nel mondo reale che si definiscono artisti e non lo sono, tanto quanto non lo sono la maggior parte degli artisti che operano in Second Life? Questo non ci deve scandalizzare.
Inoltre, dobbiamo anche considerare che pochi artisti si sono cimentati in mostre nei luoghi fisici. Invece io credo che sarebbe ora di uscire da Second Life e misurarsi in una mostra reale.
Un'artista molto nota in SL ha realizzato un oggetto creato in World e l'effetto è sorprendente, ne è derivato un vero oggetto di design. Non svelo il nome dell'artista, perché sarà lei a presentare, a tempo debito, la sua creazione. Molti altri dovrebbero seguire lo stesso esempio, laddove sia possibile, se vogliamo a primavera 2011 organizzare una mostra in uno spazio reale.
Credo che la via da seguire, per chi crede in quello che sta facendo in World, sia quella di fare un passo avanti sulla strada dell'uscita dal mondo virtuale, studiando la modalità che gli è più congeniale per farlo, poiché se si resta confinati esclusivamente in SL si sta solo giocando.
Le difficoltà che si possono incontrare nella realizzazione delle opere, sia fisiche laddove possibile che su supporto digitale, si superano con la determinazione di chi crede che tutto il lavoro svolto in SL e il tempo impiegato, non sono stati spesi invano.
Gli artisti devono essere pronti ad affrontare una mostra reale, non possono pensare di prepararsi solo in occasione di un evento organizzato.
Devono essere loro stessi a sollecitare una mostra reale e non aspettare che tutto si compia come per magia.
Per coloro i quali la realizzazione fisica delle opere non fosse possibile e sono molti, si potrà sempre ricorrere alla proiezione in un monitor dell'ambiente virtuale o mostrare i lavori in un video, come una vera opera digitale. Questo materiale deve essere pronto per qualsiasi occasione si presenti.
Pertanto, gli artisti dovrebbero trovare motivazioni forti per “uscire dal gioco” e confrontarsi realmente con la loro capacità creativa e con i fruitori finali.
Intanto comunico che il prossimo impegno del Museo del Metaverso sarà ad Ottobre 2010, a Milano, con 2Lifecast, ma rimando al socialnetwork www.museodelmetaverso.it per approfondimenti.

Hai mai pensato di lasciare SL' oppure pensi che prima o poi la lascerai? e se si perchè?

Mi dedico a questo progetto molto seriamente, coltivando sempre la speranza di un successo nel mondo reale dell'arte. Io credo che un progetto per crescere si debba sostenere anche economicamente. Finora non è accaduto, anzi lancio un appello, come ho fatto nel mio blog, affinché istituzioni, gallerie, aziende possano contribuire alla tenuta economica del Museo del Metaverso. Se questa svolta non averrà, prima o poi, il progetto morirà.


Spogliandoti per un momento dei tuoi panni impegnati nell'arte e nei progetti artistici..... c'è qualcosa che ami fare in second life di completamente diverso dal tuo quotidiano impegno? Che so shopping, cantare sotto la doccia... gdr?

Mi piace molto visitare luoghi in Second Life e scoprirne di nuovi.


Vuoi dire qualcosa al lettore?
Sì, sosteneteci se credete in quello che stiamo facendo!


Un saluto ai lettori del tuo sito
Rosanna Galvani aka Roxelo Babenco
Fondatrice e proprietaria del Museo del Metaverso
http://www.museodelmetaverso.it

SLURLdi MdM:
http://maps.secondlife.com/secondlife/Uqbar/71/131/311




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